Dove siamo andati, Partigiani ?

Un racconto sulla Resistenza accompagnato da

immagini e canzoni scritte dopo la Liberazione

Stalingrado  
testo e musica: Stormy Six  (1975 )  arrangiamento musicale Scariolanti
La Battaglia di Stalingrado è stata, con El Alamein e Midway, il "giro di boa" della guerra che sino ad allora aveva visto prevalere le forze dell'Asse. Determinò una svolta nelle vicende belliche in Europa, in quanto fu l'inizio delle sconfitte militari tedesche che si concluderanno con la Battaglia di Berlino, due anni dopo: la fine del Terzo Reich e dell’ideologia nazista. “Stalingrado” degli Stormy Six, propone una visione ancora più ampia: la lotta contro il nazi-fascismo estesa “ad ogni città"…e in ogni tempo. 
Oltre il ponte  
testo Italo Calvino - musica Sergio Liberovici  (1959)
arrangiamento musicale Scariolanti
Un bellissimo testo di Italo Calvino, nato dalla sua esperienza con il gruppo musicale “Cantacronache”. Ricorda la sua militanza nella Resistenza e la necessità di tramandare alle future generazioni i valori che stavano alla base di quella scelta. 
Ma mi 
testo Giorgio Strehler - musica Fiorenzo Carpi  
(traduzione dal dialetto milanese ad italiano di Enzo Jannacci (1959)
La canzone appartiene al repertorio delle canzoni della mala ideato intorno al 1957/58 dal regista Giorgio Strehler, per un recital della allora esordiente cantante Ornella Vanoni. Il repertorio era incentrato sul tema della malavita, avente per protagonisti ladri, poliziotti, malfattori, carcerati. Per alimentare la curiosità del pubblico, venne lasciato credere che si trattasse di autentici canti popolari ricavati da vecchi manoscritti. In realtà erano canzoni scritte appositamente da vari autori tra cui principalmente Fiorenzo Carpi e Gino Negri per le musiche, e Giorgio Strehler e Dario Fo per i testi.
Successivamente Strehler ha spiegato che “Ma mi” non è una canzone della Resistenza, ma una canzone che parla della Resistenza, non solo di quella contro il nazi-fascismo, ma anche della resistenza al non tradire, a non fare delazioni, a resistere e sapere dire di no, e ha definito la canzone un canto post-partigiano.  
Ciammilu Amou  
testo e musica di Davide Van de Sfroos  (2011)
adattamento e traduzione in genovese di Fabrizio “Gian” Corongiu
arrangiamento musicale Scariolanti
Una delle più belle, profonde, sincere e pudiche canzoni d'amore di tutti i tempi. Nella storia della collaborazionista che si sacrifica per amore del suo uomo, c'è il paese tutto intero, con quel suo misto di pudore e di ipocrisia. Una storia vissuta e segnata sulla pelle. Senz'altro una storia vera (quante ce ne sono state), ma riportata in vita, vivida, dalla poesia di Davide Van de Sfroos 
La Mari’ del socherstaffetta partigiana
testo Massimo Mahem Pintossi - musica Malghesetti  (2014)
La “Marì del söcher, staffetta partigiana”, testo di Massimo “Mahem” Pintossi, poeta prima che cantautore, scomparso nel gennaio 2014. Un brano che è un omaggio alle staffette partigiane ed inevitabilmente a tutte le donne che hanno contribuito alla liberazione del nostro paese. 
La madre del partigiano
testo Gianni Rodari – 1953 - musica Stefano Panzarasa
arrangiamento musicale Banda POPolare dell’Emilia Rossa (2015)
Gianni Rodari ci racconta, con gli occhi di una madre, di un partigiano andato sui monti, dopo l’8 settembre. Muore, come tanti altri, combattendo contro i nazi-fascisti. Quando i Partigiani scesero dai monti e liberarono l’Italia, sulle montagne rimase la sua tomba, a guardia della libertà. 
Eurialo e Niso  
testo Massimo Bubola - musica Sandro Severini (Gang) (2011)
arrangiamento musicale Scariolanti
Dice Massimo Bubola, autore della canzone: “Il testo di questa ballata l’ho scritto per una promessa fatta a mio padre, comandante a soli 22 anni della Brigata partigiana “Adige”, di Giustizia e Libertà. Visto il suo amore per la cultura classica e per Virgilio in particolare, ho cercato di collegare idealmente questa storia di amore e di guerra, ambienta nel 1943, con l’episodio dell’Eneide in cui i due soldati troiani Eurialo e Niso vanno a compiere l’azione notturna nel campo dei latini.”
Dopo la caduta di Troia, Niso, figlio di Irtaco e della ninfa Ida, ed Eurialo, giovanissimo figlio di Ofelte, fuggirono con Enea. Quando i Rutuli assalirono il campo troiano, i due amici si offrirono per superare le linee nemiche ed avvertire Enea, che si trovava in una zona lontana. Ma vennero scoperti a causa del riflesso dell’elmo di Eurialo, illuminato dalla luna. Niso riuscì a scappare, mentre Eurialo fu ucciso dai nemici. Il profondo affetto per l’amico spinse Niso a tornare sui suoi passi per cercarlo, riuscendo a vendicarlo, ma morendo a sua volta. 
Ofelia Neri (staffetta partigiana)
testo e musica LoGiCiZen (2012)
arrangiamento musicale Scariolanti
La notte del 27 marzo 1945, un manipolo di cento uomini del “Battaglione Alleato”, composto da paracadutisti britannici del SAS (2° Special Air Service), partigiani italiani della Brigata Garibaldi “Gufo Nero” ed un gruppo di partigiani russi, sferrò un attacco a sorpresa contro il comando generale tedesco della linea Gotica, dislocato a Villa Rossi ad Albinea (Reggio Emilia). L’attacco fu accompagnato, come di consueto per le truppe britanniche composte da scozzesi, dal suono di una cornamusa, il che fece classificare l'azione come militare e non partigiana: in tal modo, non ci fu alcuna rappresaglia nazista contro la popolazione civile di Albinea e si risparmiarono centinaia di vite. L’azione fu resa possibile grazie all’opera di spionaggio effettuata da “Ofelia Neri”, nome di battaglia di una componente del “il Gufo Nero”, che si prostituì con un alto ufficiale tedesco, carpendogli informazioni vitali. 
Il maiale al guinzaglio (Ballata per Silvio Corbari)
testo e musica Cheap Wine (2009)
traduzione testo e arrangiamento musicale Scariolanti
Silvio Corbari era un ventenne faentino, con un talento per la recitazione ed il travestimento: durante la Resistenza, formò una banda di partigiani (la Banda Corbari) che inferse duri colpi alle truppe nazi-fasciste. L’episodio riportato nella canzone è realmente accaduto e viene narrato nel libro “Ribelli” di Pino Cacucci.
Nel 1943, il paesino di Tredozio era occupato da un grosso contingente di milizie repubblichine e Corbari non disponeva di forze sufficienti per tentare un attacco. Ma, a mo’ di sfida, avvertì il comandante della guarnigione che si sarebbe recato in paese un determinato giorno. I fascisti si disposero per la difesa armati di tutto punto, ma nel giorno stabilito videro entrare a Tredozio solo un vecchio contadino, lacero e malandato, con un maiale al guinzaglio. Il resto della storia viene descritto nel testo della canzone. Silvio Corbari, la sua compagna Iris Versari, ed altri componenti della Banda, pochi mesi dopo, furono catturati e impiccati a Castrocaro. I loro corpi furono appesi ai lampioni di Forlì, a monito per la popolazione 
L’orologio del ferroviere
testo Alberto Marchetti (2013) - musica Scariolanti (2018)
Il racconto musicale dell’attività di opposizione all’occupazione nazifascista, svolta nell’ambito della stazione Tiburtina, da Michele Bolgia e da altri ferrovieri di quell’impianto. Un’attività che si concretizzava nell’apertura clandestina dei carri merci piombati, carichi di uomini razziati per il lavoro coatto, ebrei o renitenti alla leva, in transito o in partenza da quella stazione e destinati al Nord: atto capace di restituire la libertà e spesso anche la vita a centinaia e centinaia di persone.
Michele Bolgia non era giovanissimo. Figlio di un ferroviere toscano e padre di due bambini aveva drammaticamente perduto la moglie Maria Cristina sotto il bombardamento aereo di S. Lorenzo del 1944. Fu arrestato il 14 marzo del ’44, nel corso di una retata. La sua identità doveva evidentemente essere ben nota ai nazisti se, diversamente da quanto accadde alla gran parte di coloro che quel giorno vennero catturati, non fu portato nella caserma di S.Croce in Gerusalemme, ma direttamente a Via Tasso, nella sede della famigerata SD (Sichereitdients), con la speranza di estorcergli qualche preziosa informazione sull’attività di sabotaggio dei ferrovieri romani. Venne ucciso alle Fosse Ardeatine.  
Sull'argine  
testo e musica Enrico Farnedi (2017)
Il 9 aprile 1945 inizia l'offensiva dell'VIII Armata sulla linea del Senio, nota come Operazione Grapeshot. Gli Alleati sono convinti che nell'abitato di Cotignola, aldilà dell'argine del fiume, ci sia ancora una roccaforte tedesca ben munita e intendono radere al suolo completamente l’abitato prima di iniziare l'avanzata via terra. All'alba del 10 aprile Luigi “Leno” Casadio, partigiano comunista, e il parroco don Stefano Casadio - stesso cognome, ma non parenti, decidono di attraversare il fiume su una passerella, sventolando un drappo bianco, nel tentativo di fermare il bombardamento definitivo. A loro rischio attraversano i campi minati e raggiungono la sponda opposta, comunicando al comando alleato che gli ultimi soldati tedeschi rimasti sono in mano alla Resistenza. Mentre don Stefano rimane ostaggio al di qua del fiume, il partigiano Leno fa da guida ai soldati della 2a Divisione neozelandese, che per primi entrano a Cotignola e la liberano.
E’ l'“Operazione Bandiera bianca", che evita la distruzione totale del paese e consente di salvare la vita agli abitanti superstiti, compresi interi nuclei famigliari di ebrei nascosti dai Cotignolesi durante l’occupazione tedesca.  
Dove siete Partigiani?
testo tratto da Partigia di Primo Levi (1984)
musica e adattamento del testo Scariolanti (2018)
Grazie, ora e per sempre, a tutti gli uomini e le donne che hanno vissuto quegli anni di lotta e speranza e che hanno lottato – anche a costo della vita – per liberare l’Italia dal fascismo e dai nazisti. Grazie a tutti quelli che continuano a lottare per gli stessi ideali contro i nuovi fascismi.